The Italian Taste

Spizzicando qua e là

Castiglione della Pescaia e la Diaccia Botrona

Posted on | luglio 23, 2010 | 1 Comment

Dopo qualche giorno di completo relax ieri io e Carlo abbiamo ripreso a fare i turisti.
Tappa: Castiglione della Pescaia e la Diaccia Botrona.


Castiglione della Pescaia è un altro centro balneare molto conosciuto che si trova lungo la costa grossetana nella pineta del Tombolo.
E’ a pochi chilometri da Principina a Mare e si raggiunge in una ventina di minuti. E’ valsa la pena fare una puntatina.
La parte moderna, piuttosto stretta, è dominata da un promontorio in cui si trova la Rocca aragonese e un borgo medioevale sottostante racchiusi da una cinta di mura.
Anticamente è stata un porto prima etrusco e poi romano. Ancora oggi ha un porticciolo che si addentra anche in un canale e che ospita molte imbarcazioni private.
La maggior parte delle spiagge ha alle spalle la pineta del Tombolo. Segnaliamo poco più a nord la Riva del Sole e Le Rocchette. Soprattutto quest’ultima ci è sembrata un posticino piuttosto “in”. Non siamo riusciti ad accedere alla spiaggia. Tutti gli stabilimenti sono rigorosamente recintati e bisogna essere della zona per sapere qual è “il camminamento” giusto. Dicono che ci siano delle belle insenature rocciose. Peccato, ci sarebbe piaciuto dare un’occhiatina!
Ma la cosa che ci interessava di più era la Casa Rossa o Casa Ximenes nella Diaccia Botrona.
Innanzi tutto cosa è la Diaccia Botrona? una riserva naturale testimone del tipico paesaggio maremmano. E la Casa Rossa? è un tipico esempio di castello idraulico della Maremma costruita in quest’area.
Come ci si arriva? bisogna seguire le indicazioni per la Diaccia Botrona. Venendo da Marina di Grosseto si deve girare a destra appena prima di arrivare al ponte Giorgini.
Noi ci siamo persi un buon numero di volte. Prima di tutto perchè non sapevamo cosa fosse il ponte Giorgini. Che ignoranti! e poi perchè per individuare la strada bisogna procedere lentamente ed inevitabilmente fai nascere subito un concerto di clacson. E badate bene in tutta questa zona c’è un limite orario di 50 – 70 km all’ora.
Comunque vi diamo le coordinate così come ce le ha segnalate il nostro navigatore.
N 42.76876°
E 10.89961°
E adesso altre dritte. Se volete fare una visita concreta la dovete programmare per il pomeriggio o la serata. Informatevi bene sugli orari. Noi siamo arrivati troppo presto. L’apertura del museo multimediale è prevista in questa stagione (luglio) per le 16,00.
Cosa vi dovete aspettare da questa visita? E’ un appuntamento imperdibile per chi ama la natura e l’ingegno umano.
Partiamo dal primo soggetto: la natura.
La Diaccia Botrona occupa oggi quello che un tempo era un lago abbastanza esteso, il lago di Prile. Nel passato si stava impaludendo per la progressiva chiusura del tombolo che lo separava dal mare.
Nel XVIII secolo Pietro Leopoldo I di Lorena portò avanti una serie di interventi di bonifica e li affidò ad un gesuita, matematico ed architetto, Leonardo Ximenes. A lui si deve la Casa Rossa. Prima di tutto Ximenes costruì un canale artificiale (il Canale Reale o Maestro). Sulla foce di questo Canale fece costruire la Casa Rossa in due anni: dal 1765 al 1767. La casa poggia su tre arcate dove venivano calate le cateratte sul canale  per regolare il deflusso delle acque dalla palude verso il mare. L’intero edificio è in pratica un edificio-ponte.
Accanto a questo primitivo edificio si può notare un altro ponte a cinque arcate di travertino e mattoni. Fu aggiunto nella prima metà del XIX secolo quando fu costruito un secondo canale per il deflusso delle acque. Ambedue i canali sono ben visibili.
All’interno della Casa Rossa c’è un museo multimediale in cui si possono vedere le immagini riprese in diretta dall’interno della riserva naturale. Qui un certo numero di telecamere segue i movimenti degli animali più tipici. Un sistema piuttosto comodo per vedere animali in movimento.
E di animali in questa area palustre così significativa non solo in Italia ma anche in Europa ce ne sono tanti. Solo tra gli uccelli si contano circa 200 specie nel corso dell’anno di cui ben 80 nidificanti. Ne ricordiamo qualcuna: il falco di palude, il falco pescatore, l’albanella reale, l’airone bianco, il nibbio, il falco pecchiaiolo, il chiurlottello, la garzetta, la sgarza ciuffetto, la pittima reale, l’airone rosso, il tarabuso, la ghiandaia marina e il cuculo dal ciuffo.
Una curiosità, tanto per raccontarvi i diversi punti di vista sulla stessa struttura. L’altra sera eravamo a cena al 16 un locale di Grosseto di cui vi parleremo in un altro post. Incuriositi dal nome un po’ particolare abbiamo chiesto l’origine alla proprietaria. La quale ci ha raccontato di quando tanto tempo fa nel padule di Castiglione ogni settimana mettevano in palio dei postamenti per la caccia. Erano in pratica delle botti e la più fortunata era sicuramente la 16 e quindi chi se la vedeva assegnata era contentissimo. Quando raccontava qusta storia ci è sembrato di notare una punta di malinconia anche se poi si è affrettata subito a dire che questa struttura ha valorizzato moltissimo la zona ma … l’ha anche cambiata indubbiamente, cambiando anche le abitudini della gente. Voi che ne pensate? da che parte stareste?
Bene, chi ama la natura e ha dei bambini a cui passare questa cultura non può non fare una visita a questa riserva. Davvero imperdibile!

Alla prossima

Carlo & Loretta

Comments

One Response to “Castiglione della Pescaia e la Diaccia Botrona”

  1. The Italian Taste » Blog Archive » Dove mangiare in Maremma
    luglio 31st, 2010 @ 5:56 pm

    [...] centro storico di Grosseto. Sull’originalità del nome vi abbiamo già detto qualche cosa in un post precedente. Sul loro blog che abbiamo linkato potete vedere il menu. Piatti talmente buoni che abbiamo osato [...]

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