San Valentino: qualche riflessione per organizzare una giornata veramente speciale

4 febbraio 2010

Nello stesso giorno due post e poi sullo stesso argomento. Perchè?
Il motivo è semplice. Io e Carlo abbiamo preparato come tutti gli anni la festa di San Valentino in anticipo e questo ci ha spinto a pensare ad alcune cose.
Intanto che senso ha festeggiare San Valentino?

è solo una festa commerciale? un’occasione per spendere qualche soldo in più comprando fiori che per l’occasione sono carissimi? un momento in cui ci si aspetta uno scambio di regali? l’occasione per andare a cena fuori? il periodo dell’anno in cui trionfano cuori e cuoricini di tutte le dimensioni e colori?

o è qualche cosa di più? una volta tanto abbandoniamo i soliti schemi e facciamo qualche cosa di diverso che unisca concretamente e non in modo superficiale (a parte il fatto che l’amore che unisce due persone dovrebbe essere ricordato 365 giorni all’anno e non solo il 14 febbraio …).
Ecco allora che se vogliamo non vivere questo giorno secondo gli schemi imposti dalla pubblicità e dalle mode del momento deve venire fuori concretamente il vissuto della coppia. I ricordi di frasi pronunciate, di parole dette a mezza bocca, di posti visitati insieme … Insomma un momento “cementante”.
Può andare bene per le coppie consolidate, per quelle che muovono i primi passi insieme e per quelle che devono “rinfrescare” o “rispolverare” il loro rapporto.

Da qui siamo partiti per la tavola da apparecchiare per il 14 febbraio, il menu e tutto il resto. Ricordare nell’apparecchiare la tavola in modo semplice i colori che piacciono a lui e a lei, riproporre le parole d’amore della coppia (ogni coppia ha le sue), richiamare nel menu le iniziali di lui e di lei, e poi passare la serata in un’attività che riteniamo sia molto intrigante.
Recuperate le vecchie fotografie di viaggi o momenti particolari o stampatele se le avete in formato digitale.
Dopo cena, comodi e rilassati  ve le potete vedere e commentare e magari inserire in un album che potete firmare a ricordo della serata. Noi stiamo realizzando un piatto da appendere nel nostro posto di lavoro. Le foto che ricordano i nostri viaggi più belli, i posti che ci hanno emozionato od entusiasmato, i luoghi dove ci siamo presi per mano … diventeranno un ricordo caldo e presente tutti i giorni. E questa potrebbe essere anche un’idea regalo per San Valentino! Lasciate degli spazi bianchi dove poter mettere le vostre firme. Completerete nei giorni successivi il vostro lavoro di decoupage o l’album o il portafoto.

In questo modo San Valentino diventa anche una giornata che si può festeggiare insieme ai propri bambini per dimostrare loro quanto mamma e papà si vogliono bene e magari come si sono conosciuti.

Cerchiamo di dare un senso concreto alla nostra esistenza e

BUON SAN VALENTINO A TUTTE LE COPPIE!

Carlo & Loretta

The Italian Taste team

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Una tavola piena di ricordi per la notte più romantica dell’anno

4 febbraio 2010

San Valentino si avvicina e io e Carlo vogliamo proporvi il modo in cui abbiamo pensato di apparecchiare per quella serata. Ovviamente abbiamo già realizzato quanto abbiamo in testa per poterlo fotografare e farvelo vedere.
E’ stato particolarmente coinvolgente e speriamo che lo sia anche per voi. Il suggerimento è indirizzato prima di tutto alle coppie consolidate ma pensiamo che con opportuni ritocchi potrebbe andare bene anche per chi sta muovendo i primi passi.

Prima di tutto siamo partiti da una constatazione: la tavola deve essere per tutti e due e quindi deve esprimere la personalità di entrambi.

posto tavola, come apparecchiare per san valentino

Serata San Valentino. La tavola per due.

Partiamo dai colori. Se vogliamo esprimere le tendenze di tutti e due dobbiamo avere uno sfondo neutro su cui poi giocare con colori diversi. Ecco allora spiegata la scelta di due tovagliette all’americana color panna.
Su ogni tovaglietta abbiamo messo un rettangolo fatto con il cartoncino Bristol. Uno di colore arancio e l’altro azzurro. Così abbiamo rispettato il colore preferito di entrambi.
Abbiamo poi continuato a giocare con i colori. Il bicchiere azzurro accanto al cartoncino arancio e nell’altro posto tavola il bicchiere arancio vicino al cartoncino azzurro. E’ vero che si amano colori diversi ma alla fine è la coppia che vince … e le carte si mischiano.

Guardate adesso attentamente il cartoncino che fa da sottopiatto. Ci sono delle frasi realizzate con prodotti de “La Stamperia” (colori 3D) che consentono di scrivere in rilievo. Insieme abbiamo ricordato il modo romantico o divertente con cui chiudevamo e chiudiamo i messaggini. Rispolverare i ricordi fa bene alla salute della coppia! Potete ricordare anche frasi che vi hanno colpito in modo particolare nel periodo dell’innamoramento o in altri momenti coinvolgenti o tutto ciò a cui siete più legati.

Sullo sfondo della foto si intravede un piatto in cui sono disposte delle pizzette intrecciate tra di loro in modo da formare le iniziali di entrambi … altro riferimento alla coppia. In realtà su questo tema abbiamo messo insieme un menu semplice ma di grande coinvolgimento. Per saperne di più …

E alla fine l’idea segnaposto.

idea per il menu di san valentino

Segnaposto-menu per San Valentino

Il segnaposto in realtà non avrebbe ragione di esistere in una tavola per due. Ma in questo caso diventa il modo in cui si può mettere in evidenza il menu. I due segnaposto sono  realizzati con bicchierini colorati in azzurro e arancio che abbiamo riempito con pietrine o sabbia dell’altro colore.
Abbiamo poi ritagliato quattro  cartoncini. Su due abbiamo incollato immagini collegate al tema della festa di San Valentino e che richiamano anche i colori della tavola. Sugli altri due abbiamo scritto il menu. Li abbiamo poi incollati a due a due lasciando lo spazio sul margine inferiore per infilare uno stecchino di plastica colorato con cui inserirli all’interno del bicchierino. Guardate la foto per ulteriori dettagli.

Allora che ne dite? Intanto noi pensiamo che in questo modo si può apparecchiare senza grandi spese e riscoprendo soprattutto il piacere di stare insieme.
E non va bene anche se lo fa uno solo dei due come sorpresa per l’altro?

Alla prossima

Carlo & Loretta

The Italian Taste team

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Grassi: facciamo due conti

27 gennaio 2010

Le cifre sui grassi ci sono e parlano chiaro.
Però è necessario affrontare l’argomento anche da un punto di vista pratico per potersi orientare meglio.

Partiamo da una constatazione: in genere  siamo orientati a guardare le cose in valore assoluto ma in realtà dobbiamo avere una visione diversa di ciò che mangiamo.
Mi spiego meglio. Visto che siamo bombardati da messaggi televisivi, articoli di giornale e messaggi pubblicitari spesso contrastanti va a finire che ci sentiamo  in colpa per  aver mangiato un cioccolatino e in pace con la nostra coscienza perché abbiamo scelto le patatine prefritte surgelate light, quelle, tanto per intenderci, che vanno cotte in forno e non vengono fritte.
In realtà il peso di un cioccolatino è minimo mentre le patatine a volte sono prefritte in olio di palma. Questo cosa vuol dire? Che bisogna tenere sempre presente la quantità e quindi sapersi fermare in tempo ma  che ovviamente anche la qualità ha il suo peso.
Altro esempio. Mi è capitato spesso di confrontare i valori nutrizionali delle patatine. Cibo da consumare con molta moderazione e che presenta tra le diverse marche notevoli differenze. Molti marchi ormai sono usciti con le patatine light e poi si scopre in qualche caso che il carico di grassi di queste patatine light è maggiore non solo di quelle cotte al forno ma anche  di altri marchi che le pubblicizzano come prodotto non  light. Strano ma vero.

Provate anche voi a fare un confronto leggendo le etichette di prodotti analoghi. Provare per credere!

Da domani cominciamo ad esaminare le varie categorie di cibi grassi per sapere qual è la porzione giusta giornaliera.

Per  saperne di più su  una alimentazione sana …

Dott.ssa Loretta Sebastiani

Biologa e Microbiologa

The Italian Taste team

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Grassi: le quote giornaliere degli acidi grassi saturi e insaturi

26 gennaio 2010

Nel post precedente ho presentato i grassi e la loro suddivisione in grassi saturi e  insaturi, e l’ulteriore classificazione degli insaturi  in monoinsaturi e  polinsaturi. Ho poi evidenziato come il loro consumo abbia conseguenze differenti sui livelli nel sangue di colesterolo e trigliceridi.

Bene. Qual è la domanda successiva?

Quali sono le quote che spettano a ciascun gruppo di grassi per un’alimentazione equilibrata e sana?

Partendo dal dato che i grassi devono essere comunemente il 20-25% della quota calorica giornaliera e solo in casi particolari possono arrivare al 30-35%, la ripartizione nelle varie categorie deve essere la seguente:

acidi grassi saturi:  fino  al 7-10% delle calorie totali

acidi grassi monoinsaturi: fino al 20% delle calorie totali

acidi grassi polinsaturi: fino al 7% delle calorie totali (rapporto tra omega-6 e omega-3 intorno a 5:1).

Ma questi dati sono presenti sulle etichette dei prodotti industriali? Non in tutte come posso verificare quotidianamente anche se il loro numero aumenta costantemente

In questo periodo stiamo completando sul sito (theitaliantaste.com) il calcolo della tabella nutrizionale di ogni ricetta (tradizionale e nuova) e il confronto con il fabbisogno quotidiano di proteine, grassi e zuccheri. Solo in questo modo, chi vuole, può orientarsi nella scelta della ricetta e nella composizione del menu quotidiano. Non siamo ancora in grado però di suddividere la quota dei grassi tra  acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi perché per molti alimenti, naturali e industriali,  la suddivisione non è ufficializzata.

La prossima volta faremo due conti per cercare di capire come orientarsi praticamente partendo da queste cifre e cercare di sfatare alcuni luoghi comuni.

Per saperne di più sull’alimentazione corretta …

Dott.ssa Loretta Sebastiani

Biologa e Microbiologa

The Italian Taste team

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I grassi: cosa sono gli acidi grassi saturi e insaturi

19 gennaio 2010

I grassi, questi sconosciuti. Il titolo alternativo potrebbe essere proprio questo.

Nel post precedente ho evidenziato la quantità media di grassi che possiamo consumare ogni giorno in una dieta equilibrata.

Il post di oggi è invece dedicato alla  qualità ricordando ciò che stabilisce l’Inran: scegli la qualità e modera la quantità.

Il problema è che non sempre conosciamo i grassi, ne abbiamo un concetto generico. Per noi il grasso è quello evidente nella carne, nel prosciutto  e in genere negli affettati. Grasso è il condimento. Burro, olio. Per noi è spropositato il grasso contenuto nel lardo. Non usiamo più lo strutto come i nostri nonni per friggere perché “tutto grasso” e ci fa male. Il che è vero ma non abbiamo idea di altre fonti di grasso ugualmente dannose.

La chimica ci dice che i grassi sono delle grosse molecole formate da unità che si ripetono e che si chiamano acidi grassi. Ora gli acidi grassi  vengono divisi in saturi e insaturi. E questi termini li trovate nei valori nutrizionali di molti prodotti industriali. Allora cerchiamo di orientarci in questa giungla a volte incomprensibile per i non addetti ai lavori e che invece ha dei risvolti seri sulla nostra salute.

Gli acidi grassi saturi sono in genere presenti negli alimenti di origine animale. Ricordiamo il latte e i suoi derivati (formaggi, panna, burro …),  le carni e i loro derivati (salumi …). Ma l’elenco non finisce qui. Ricchi di acidi grassi saturi sono anche alcuni oli vegetali particolarmente utilizzati nell’industria alimentare tipo l’olio di palma e di cocco. Provate a guardare gli ingredienti in etichetta di molti prodotti surgelati o di qualche merendina.
Ora i cibi che contengono un elevato quantitativo di acidi grassi saturi tendono a far alzare il livello di colesterolo molto di più dello stesso colesterolo. Questo è il problema. Magari si sta attenti alle indicazioni del colesterolo, si demonizzano le uova per esempio, e si fa abuso di altri prodotti ugualmente dannosi.

Gli acidi grassi insaturi sono in genere presenti in alte quantità negli oli vegetali (sia negli oli di semi che in quello di oliva), nelle olive, in qualche tipo di frutta secca e nel pesce. Questi alimenti non fanno innalzare il livello di colesterolo nel sangue. Ricordo però di stare comunque attenti alle quantità giuste.

Olio d'oliva fa bene alla salute

Olio d'oliva

Gli acidi grassi insaturi a loro volta si dividono in monoinsaturi e polinsaturi.

Acidi grassi monoinsaturi. Ne è particolarmente ricco l’olio d’oliva (acido oleico). Questo acido grasso diminuisce la quantità di colesterolo cattivo (LDL), quello tanto per intenderci che tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, mentre non modifica o addirittura aumenta la quota del colesterolo buono (HDL) che invece tende a rimuovere il colesterolo dal sangue e dalle pareti  delle arterie. Ecco uno dei fattori positivi che spinge ad utilizzare l’olio d’oliva.

Gli acidi grassi polinsaturi sono particolarmente presenti negli oli di semi (omega-6) e nel pesce (omega-3). Gli omega-6 tendono anch’essi a diminuire la quota del colesterolo cattivo. Mentre gli omega-3 hanno un duplice effetto: diminuiscono il livello di trigliceridi nel sangue e riducono il rischio trombotico in quanto agiscono sulla aggregazione delle piastrine.

Gli acidi grassi trans invece tendono a far aumentare il livello di colesterolo nel sangue e, non contenti,  agiscono anche sulla quota di colesterolo cattivo alzandola. In genere si trovano nelle carni e nel latte derivati dagli animali ruminanti. Ma in qualche caso possono formarsi anche nei prodotti industriali dai grassi vegetali.

Ho cercato di riassumere aspetti positivi e negativi dei grassi.  Fonte  di informazione sono ancora una volta le linee guida per una sana alimentazione pubblicate nel 2003 dall’INRAN e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Occhio alle etichette comunque!

Per saperne di più sull’alimentazione equilibrata …

Dott.ssa Loretta Sebastiani

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